29 settembre 2016

Cosa puoi fare online (subito) se sei una non profit


Essere social o avere una presenza online efficace non è obbligatorio. Ma se hai una buona causa da perseguire, queste sono le cose che puoi fare subito.

14 settembre 2016

Per fare un freelance ci vuole un intero villaggio


Lo scorso fine settimana (9/11 settembre 2016) sono stata al Freelancecamp a Marina Romea (RA). Non ho bevuto solo mojito e mangiato pesce fino a scoppiare (come potresti pensare dalle prove fotografiche sul mio account su Instagram). Ho invece avuto la conferma che fare il freelance significa essere generosi. Anche con i vaffanculo.

8 settembre 2016

La programmazione non funziona



Fare programmi e schemi, scrivere to do list, riempire il calendario editoriale di contenuti e fare una strategia di comunicazione sono attività (molto) utili al tuo business, se solo cominci a metterle in pratica. Io non lo faccio. E qui ti racconto perché proprio io sono il mio peggior cliente.
                 

28 giugno 2016

Cose che NON vale la pena fare
(se vuoi migliorare il tuo biz)

Se anche tu sei un onnivora di informazioni, nuovi social, app e widget, se cavalchi l'onda emotiva di ogni nuovo tema di WordPress e vorresti rifare il tuo sito a mesi alterni, se hai paura di sembrare preistorica senza un profilo su Snapchat, chiediti cosa ti serve davvero per migliorare il tuo biz (e lascia perdere tutto il resto).

6 aprile 2016

Nessun prodotto è un'isola: perché è importante raccontare il tuo prodotto online

Immaginare un prodotto o un servizio, disegnarlo su un foglio, fare un elenco di quello che ti serve per realizzarlo, cercare i fornitori migliori e il materiale più adatto, valutare quanto tempo ci metterai per produrlo e il suo prezzo non è più sufficiente per garantirti di venderlo. Sì, anche se hai bene in mente il tuo cliente ideale ovvero la persona per cui lo hai pensato e realizzato.

23 marzo 2016

I consigli della signora Valeria per creare il prodotto perfetto

Michele Ferrero (sì, quello del cioccolato) un giorno raccontò a Mario Calabresi de "La Stampa" che il vero e unico riferimento della sua azienda era la signora Valeria.

"La Valeria è la padrona di tutto, l’amministratore delegato, colei che può decidere del tuo successo o della tua fine, quella che devi rispettare, che non devi mai tradire ma capire fino in fondo."

16 marzo 2016

Social media customer care.
Cosa possono insegnarti i clienti che ti contattano attraverso i social

L'80% delle richieste che i clienti inviano attraverso i social vengono ignorate o ottengono risposta non prima di 12 ore. (Fonte: The Sprout Social Index: Q4 2015).

Questo significa che se commenti un post del tuo brand preferito, chiedi una info magari tramite un messaggio privato o scrivi un post sulla sua pagina, la tua richiesta verrà bellamente (!) snobbata.
Ok, si tratta di un'analisi fatta sul mercato UK e US ma pensi che in Italia la realtà sia molto diversa? A me per esempio è successo proprio la scorsa settimana di scrivere un messaggio privato sulla pagina ufficiale di un'azienda. Mi servivano alcune informazioni per finalizzare un acquisto sul loro e-shop. Ebbene, non è arrivata alcuna risposta, solo un muro di gomma. Indovina chi NON ha comprato e MAI più lo farà da quel brand? (Ora-dimmi-che-a-te-non-è-mai-successo). Ma se invece del cliente fossi proprio tu quell'azienda che non si cura di rispondere ai messaggi che arrivano sui social o lo fa di fretta e con superficialità?

29 febbraio 2016

La miglior pubblicità per il tuo marchio?
La cura del cliente

Sempre in affanno per trovare nuovi clienti, spesso ci dimentichiamo di un bene prezioso per ogni impresa, progetto, piccolo business e marchio: i clienti, quelli che hanno concluso almeno un acquisto nel nostro e-commerce o hanno comprato un nostro servizio e ne sono rimasti soddisfatti. La customer care, la cura del cliente, riguarda tanto chi vende un prodotto magari artigianale quanto chi come me, vende servizi. Sono proprio le persone in sintonia con il nostro marchio e la nostra mission o, per dirla all'italiana, l'insieme dei valori che ci rappresentano, a essere la migliore pubblicità per la nostra impresa.

18 gennaio 2016

Progettare il cambiamento

A ogni anno che cambia io sono tra quelli che non fanno liste di buoni propositi. Eppure a me piace molto "fare liste", le mie preferite sono quelle che contengono massimo 5 attività che posso spuntare nell'arco di una giornata oppure quelle dove da qualche parte c'è scritto: "comprare la cioccolata". Perché io ADORO la cioccolata. Le liste infinite di "buone intenzioni" invece hanno la capacità di aumentare la mia frustrazione perché mi ricordano quanto e in cosa mi sento inadeguata ma senza alcun atto di azione o ribellione positiva. Per cui ho smesso semplicemente di farle.

16 ottobre 2015

La metafora del provaci

Se mi segui su Facebook, sul mio profilo personale o sulla pagina ufficiale di Filoagogo, sai che qualche mese fa ho comprato il mio primo ukulele. Sì, un ukulele e pure rosa. (Eccoci QUI sul mio profilo di Instagram - CHEESE!).
No, non lo so suonare. Ma sono riuscita a accordarlo. Con l'aiuto di mio marito, se devo essere proprio sincera... Magari non diventerò mai brava come lei e non avrò mai un canale YouTube dedicato al mio ukulele ma mi sono messa in testa di imparare a suonare almeno questa canzone e beh, ci voglio riuscire! Imparare a suonare l'ukulele era una cosa che avevo in mente di fare da tempo. 

30 giugno 2015

Lavora con me. Perchè è importante scegliere i collaboratori giusti

Stamattina la signorina che si occupa del banco Salumi&Formaggi del supermercato di fronte a casa mi ha candidamene confessato di non mangiare nessun tipo di formaggio e di odiare i salumi.
Le avevo chiesto quale tra 2 tipi di gorgonzola fosse il più dolce e lei non solo mi ha detto che non ne aveva idea ma che i formaggi proprio non le sono mai piaciuti.

Dopo aver rimuginato tra me e me (e alla fine non aver comprato una fetta né dell'uno né dell'altro tipo) su quanto fosse assurda e bizzarra questa situazione ho anche pensato che...

6 maggio 2015

Artigiano tradizionale VS Artigiano digitale.
Come i social media hanno cambiato il modo di lavorare e vendere

Quando l’artigiano tradizionale - che oggi fa figo chiamare Maker ovvero colui che crea (qualcosa) - sia diventato digitale è impossibile dirlo con certezza.

La metamorfosi è avvenuta in maniera graduale complice probabilmente la sempre maggiore facilità di accesso al web e alla tecnologia, il prezzo concorrenziale dei diversi device ovvero i mezzi che utilizziamo per navigare online (tablet, pc, telefono cellulare) e dei costi delle connessioni o anche l’utilizzo sempre più capillare dello smartphone che ci rende perennemente connessi.

19 marzo 2015

Ode ai lavori manuali

Stasera ho scritto un post su Facebook ispirato da una collana all'uncinetto che ho iniziato (e che non so se finirò mai) - la puoi vedere qui su Instagram.
In realtà non sapevo di voler fare una collana quando ho iniziato.
Ho preso il gomitolo del colore che stasera mi ispirava di più e ho cominciato a fare una catenella.
E la collana è saltata fuori così, quasi per caso.

Avevo bisogno di prendere fiato, fermarmi non solo fisicamente, avevo bisogno di quella stanza in più che in casa non ho, di uno spazio mio, una porta da chiudere a chiave dietro la schiena e ho trovato l'uncinetto.

16 marzo 2015

Vero e falso. Come cambiano le pagine di Facebook dopo il 12 marzo

La proprietaria di una deliziosa pagina Facebook dal nome buffo tipo "Filoagogo" (così per dire...) si sveglia la mattina e dopo essersi stiracchiata nel letto sbirciando da smartphone la sua bella paginetta si accorge che c'è stato un calo percentuale dei "mi piace" sulla pagina.

"Ohibò, ieri sera eravate 811 oggi siete 801!"

L'ultimo post pubblicato potrebbe davvero non essere piaciuto tanto da generare una fuga di massa dalla pagina oppure semplicemente sono cambiate le regole del gioco?

10 febbraio 2015

Di paure, limiti, consapevolezza e vino bianco

La vita è davvero ciò che ti capita mentre sei impegnato a fare altro ovvero cosa ho scoperto di me bevendo un bicchiere di vino bianco e leggendo 2 post bellissimi che parlano di paura e ricerca della perfezione.

9 febbraio 2015

Video non significa solo YouTube. Vine e la carica dei video in 6,5 secondi

Hai mai pensato di girare micro video da condividere online? Sì, proprio tu, che usi un avatar come immagine di profilo perché non ti piace come vieni nelle foto (dammi il 5 sorella! Facevo parte anche io del club).

Eppure i video sono i contenuti che preferisci quando navighi sui social. Condividi più facilmente una foto o un video che un contenuto testuale, vero? No, non ti spio, ho letto le statistiche sull'uso del web dello scorso anno e sui nuovi scenari del 2015 :-)

Pensa che nel 2014 sono stati visualizzati più video su Facebook che su YouTube, la piattaforma di video sharing per eccellenza.

Facebook Vs YouTube?

Eh sì, nel giro di soli 2 anni (2012/2014), il processo di condivisione dei video si è completamente ribaltato.
Se nel 2012 gli step erano: Creo un video > Lo carico su YouTube > Lo condivido su Facebook, nel 2014 ci siamo semplificati (!) la vita: Creo un video > Lo carico direttamente su Facebook (e ciao, ciao! YouTube).
Ulallà, che significa?
I contenuti video sono facili da fruire, immediati, veloci.

Credits: ComScore.com VIA wearesocial

Siamo bombardati 24 ore su 24, 7 giorni su 7 da un numero mostruoso di notizie e informazioni e la nostra soglia media di attenzione media è di 8 secondi (ci siamo persi 4 secondi in 3 anni, fonte: WeAreSocial) per cui ci sono maggiori probabilità che sia un contenuto video a attrarre la nostra attenzione.
Insomma i video incuriosiscono, spopolano e sono un trend in crescita. 
E alla faccia di YouTube, crescono i contenuti video fruiti via INSTAGRAM e VINE. (Fonte: WeAreSocial).
Ogni giorno, giusto per darti qualche numero, vengono caricati circa circa 3 MILIONI di video su INSTAGRAM e 1 MILIONE su VINE. E alcune previsioni di Social Media Today affermano che i 2/3 del traffico mobile sarà video entro il 2017.
Mica pizza e fichi.
Ma che cos'è VINE?

VINE sta ai video come INSTAGRAM alle foto. E' un'applicazione di video sharing che permette di creare e condividere brevi video in loop (come le gif animate, hai presente?) della durata massima di 6,5 secondi, a cui è possibile abbinare anche una traccia audio.

"Con Vine, catturare la vita in movimento 
è facile e divertente."
(Cit.)

Il punto di forza di VINE: devi essere memorabile in un tempo brevissimo e questo ti stimola ad usare la creatività. 
A cosa mi serve VINE?

Beh, puoi fare compagnia a Sir Paul McCartney (!) ma anche ai nostrani Federica Pellegrini, (l'immancabile) Jovanotti, Fiorello e Nicola Savino, giusto per citarne alcuni, con una sorta di video - cazzeggio (concedimi il termine tecnico...) ma puoi anche scoprire e fare moltissime cose utili e interessanti, anche per il tuo di brand ;-)
I grandi brand lo hanno capito subito ma anche alcuni professionisti hanno colto le grandi potenzialità di VINE: è semplice da usare (non devi essere un video maker professionista), è immediato e quindi molto "democratico".

In soldoni che ci faccio?
  1. TIPS AND TRICK - Ci sono brand come LOWE'S (una sorta di Brico ma U.S.A.) che ha spopolato con una serie di video, "FIX in SIX", in cui nei fatidici 6,5 secondi mostra dritte e trucchetti pratici per risolvere piccoli problemi quotidiani. (Goditi il riassunto in questo delizioso video)...


  2. Puoi fare PROMOZIONE CREATIVA dei tuoi prodotti e servizi, raccontandoli in maniera originale, per esempio. Guarda cosa fa OREO con i suoi biscotti su VINE.

  3. Puoi rafforzare la tua BRAND IDENTITY ovvero la percezione che gli altri hanno di te e del tuo lavoro, mostrando come si usano le cose che crei o i prodotti che vendi. Guarda cosa si è inventata Converse per un suo modello di scarpe.

  4. Puoi fare PERSONAL BRANDING, puoi raccontarti in maniera originale e creativa. La giornalista Dawn Siff con VINE ha fatto addirittura uno spiritosissimo CV sottolineando in modo ironico ma incisivo le sue competenze e i suoi punti di forza.


* Durante il primo webinar degli alumni del corso The Next SMM di Enrica Crivello (che io ho frequentato lo scorso ottobre ) ce la siamo chiacchierata delle ultime novità in fatto di marketing online (Puoi leggere il post riassuntivo del nostro confronto sul blog di Enrica Crivello).
Il mio intervento è stato dedicato a VINE, un social media lanciato nel 2012 e acquistato quasi subito da Twitter, che permette la condivisione di contenuti video. Sì, in Italia è mediamente snobbato, motivo per cui non potevo non innamorarmene :-P
Enrica mi ha spronato a condividere anche sul mio blog quello che ho scoperto e questo è il post che ne è venuto fuori.

Se ti interessa approfondire ti lascio questa breve bibliografia:
Se ti ho incuriosito e pensi di aver bisogno di informazioni ulteriori o vuoi anche solo dirmi la tua, lascia un commento al post, sarò MOLTO felice di risponderti :-)