8 settembre 2016

La programmazione non funziona



Fare programmi e schemi, scrivere to do list, riempire il calendario editoriale di contenuti e fare una strategia di comunicazione sono attività (molto) utili al tuo business, se solo cominci a metterle in pratica. Io non lo faccio. E qui ti racconto perché proprio io sono il mio peggior cliente.
                 
Questo è il mio quadernino dei contenuti per social e blog. Dentro c'è il mio calendario editoriale: post per il blog, contenuti per i miei canali social. Di cosa parlare. Quando e dove pubblicare. Eppoi ci sono il quaderno del Business Plan, l'album gigante del brainstorming (scritto rigorosamente con un pennarello nero) e insieme, il quaderno delle idee, il diario degli schizzi a penna e un quadernone a anelli dove ho smesso di fascicolare pagine "utili" stampate dal web. (Sono tutti qui). Ho smesso perché ho cominciato a usare massivamente Pocket, Feedly e Trello per raccogliere e "salvare" quello che leggo online e che mi interessa. E ancora, uso le bozze dei post del blog e i Google docs per idee e ispirazioni. Chili di carta e bit su cui annoto, segno, programmo, appunto, disegno. E poi? E poi niente.

Programmare Vs Mettere in pratica


Il quaderno rosso - colore scelto non a caso - rimane sempre chiuso anche se il calendario del mese in corso è pieno di appunti, contenuti e idee da pubblicare e condividere. Quelli che invece vivono in sprint sono il mio quaderno delle "prime volte", quelle in cui prendo appunti quando incontro i clienti (e che leggo e rileggo di continuo perché è vero: le prime impressioni sono sempre molto importanti) e un quaderno, diverso per ognuno di essi, per le note che scrivo durante le riunioni. Appunti che poi si trasformano in elenchi di attività che porto effettivamente a termine, contenuti per le loro strategie e per i loro piani editoriali. Parole e frasi che diventano progetti (concreti) mentre quello che scrivo per me rimane solo una "buona intenzione".


Le buone intenzioni sono la morte della produttività


Avevo scritto un post sulle "buone intenzioni", quelle che ti assalgono il primo di gennaio per poi essere archiviate intorno al venti del mese. Addirittura ai primi di febbraio se sei molto motivato... Quando si tratta di mettere in bella i contenuti per il mio blog e i miei canali social, io sono sempre piena di buone intenzioni ma avara di risultati raggiunti. Eppure mi piace scrivere. Mi piace farlo da quando a 9 anni fondai il giornalino di classe su un foglio protocollo. Mi piace approfondire, leggere, studiare, scoprire cose nuove. Ma non le condivido, non te lo racconto, semplicemente non lo faccio (quasi) mai. Un delizioso grillo parlante stamattina mi ha ricordato di non aver nemmeno pubblicato su Facebook il mio ultimo post del blog (!). Senza pensare poi a come snobbo sistematicamente gli iscritti alla mia newsletter che non ha mai avuto neanche un numero zero...

La programmazione non funziona


Ho tentato di dedicare un giorno a settimana a lavorare sul mio blog e sui miei canali, ma non ha funzionato. Mi sono sforzata di mettere online un post a settimana ma poi ho rallentato fino a fermarmi. Non sono servite le ricette in 10 punti, guardare video motivazionali, gli schemi da scaricare dal web (ne ho una collezione), i manuali e le tecniche che coinvolgono qualsiasi ortaggio oltre al più famoso pomodoro. Non hanno funzionato le app con gli alert, i calendar di Google con i remainder automatici, i planner giganti da scrivania, i calendari attaccati al muro, i post - it sulla porta di casa, le agende rilegate in pelle, quelle mensili, giornaliere, settimanali, quelle con le copertine ammiccanti o di stucchevole color confetto. Spesso mi sono sentita come la Micro che ogni tanto inizia a balbettare perché ha troppe cose da dire ma la sua lingua non va abbastanza in fretta per dirle tutte senza "inciampi". E quindi resta in silenzio.

Programmare i post su Facebook poi mi rende tremendamente rigida e scrivere anche solo 200 caratteri è una tortura perché a me piace essere spontanea e a tratti leggera. E non ho ancora trovato il modo di farlo anticipando di giorni e settimane i contenuti da pubblicare. Così spesso finisce che quello che scrivo non mi soddisfi abbastanza, non mi sembri mai perfetto, adatto, adeguato avendo come risultato quello di pubblicare molto meno di quanto vorrei e dovrei. Ho pensato che avrebbe funzionato se mi fossi sempre divertita a scrivere, ogni nuovo post, ogni status, ogni aggiornamento. Ma quando invece scrivere si è dimostrato un lavoro vero, come deve essere, ho smesso di farlo. E sono diventata il mio peggior cliente.

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