29 settembre 2016

Cosa puoi fare online (subito) se sei una non profit


Essere social o avere una presenza online efficace non è obbligatorio. Ma se hai una buona causa da perseguire, queste sono le cose che puoi fare subito.

Venerdì 23 settembre sono stata qui a sentir parlare delle opportunità del web per il non profit. Ci sono stata perchè in passato mi sono occupata pro bono della comunicazione online proprio di una non profit ma ho fallito. Ho fallito nella misura in cui non sono stata capace di far capire il valore di una presenza online efficace, la necessità di decidere un obiettivo e di studiare una strategia per raggiungerlo. Ma ci sono stata anche perché quell'esperienza ha rafforzato in me la consapevolezza che io non voglio vendere solo servizi ma voglio aiutare davvero le persone a usare i social in maniera efficace. Quindi sia che tu voglia vendere un prodotto, un servizio ma anche convincere qualcuno a abbracciare la tua causa, sì, i social ti servono. Eccome.


Scegli un obiettivo


Se hai deciso di andare online devi scegliere il perché e con chi vuoi parlare.


"Vado online per..."


Saperlo è determinante per identificare il canale più adatto a raggiungere il tuo scopo, per capire come e cosa raccontare ma anche quante e quali risorse allocare. Essere "ovunque" infatti è uno spreco di energia e di tempo e il tuo tempo (anche se sei un volontario!) ha un costo.


"Voglio parlare con..."


Ricorda che nella comunicazione online per il sociale vale sempre la regola che prima di vendere, in questo caso "chiedere soldi", devi fare in modo che qualcuno ti ascolti e abbia fiducia in te. Nessuno ti donerà un euro solo perchè glielo chiedi ma le persone saranno maggiormente disposte a aiutarti se costruirai con loro un rapporto di fiducia. Quindi pubblicare un post su Facebook ogni tanto o una foto condivisa da Instagram con mille hashtag (#) a caso no, non basta. Hai bisogno di un pubblico interessato a quello che fai, qualcuno che generi passaparola positivo anche online sulla tua mission e i tuoi progetti. Solo a questo punto potrai allungare la mano, chiedere un aiuto in denaro e avere qualche possibilità di riceverlo.


Fai sapere che esisti


Le persone devono sapere che ci sei per poterti aiutare. Questo è quello che puoi fare se hai ben chiaro chi sono i tuoi donatori e su quali canali li puoi trovare.


Su Facebook


Non usare un profilo (no-nono-no-nonnò) ma apri una pagina ufficiale. Le pagine sono state pensate proprio per permettere alle persone di seguire gli aggiornamenti di enti, organizzazioni, aziende, negozi e anche personaggi pubblici. E infatti chi segue una pagina è un follower (un seguace insomma) che riceve gli aggiornamenti pubblicati senza che ci sia necessariamente un rapporto di "amicizia". Una pagina non ha limiti di follower, un profilo ha un limite di "amici" (5000).

Se usi una pagina ufficiale, puoi pubblicare delle inserzioni ovvero annunci a pagamento (puoi iniziare con una decina di euro). Sono utilissime per raggiungere non solo un pubblico selezionato ma anche chi vive, per esempio in una determinata zona (se operi a livello locale). Puoi anche sponsorizzare direttamente i post e il relativo messaggio specifico in alcuni momenti dell'anno o in particolari circostanze.

Una pagina ha una funzione di insight che ti permette per esempio di verificare quando il tuo pubblico è online, se stai parlando proprio alle persone giuste e quali sono i post che funzionano meglio.

Sulla pagina puoi programmare i post da pubblicare quindi con un minimo di organizzazione e un buon calendario editorale puoi gestire senza affanno i tuoi contenuti.


Su Instagram


Racconta per immagini quello che fai o stai costruendo anche se ti sembrano particolari insignificanti. Le persone sono sempre più interessate a conoscere i dietro le quinte, a sapere come vengono spesi i soldi che hanno donato, a affezionarsi a un progetto che vedono crescere passo dopo passo.

Su Google


Utilizza Google My Business per creare una scheda online aggiornata della tua non profit. E' quella che Google mostra nei risultati di ricerca, su Maps e su Google + . E' una risorsa importante per avere buona visibilità (gratis) anche sui motori di ricerca.

Utilizza tutte le feature che la piattaforma Google per il non profit ti offre. Puoi usare i suoi strumenti per organizzare il lavoro, condividere documentazione e informazione tra i tuoi volontari e il tuo staff, provare Google AdWords e posizionarti al meglio sui motori di ricerca.

Mantieni sempre aggiornate tutte le informazioni sui diversi canali.


Dillo in giro


Se hai un sito web, una pagina Facebook o una presenza online su altri canali social, fallo sapere anche offline. Per esempio, puoi mettere una versione breve dell’indirizzo del tuo sito web o della tua pagina Facebook su tutti i materiali pubblicitari cartacei che produci e utilizzi.

Chiedi a tutti i tuoi volontari e alle persone coinvolte nella tua non profit di pubblicizzare sui loro canali la tua pagina e di condividere i post che pubblichi. Però fai attenzione: perché la tua comunicazione abbia successo devi costruire una community di persone davvero interessate a quello di cui ti occupi. Quindi se la tua pagina è popolata solo da amici, volontari, parenti e conoscenti non stai costruendo una community e fondamentalmente non stai andando da nessuna parte.

Cerca pagine o gruppi affini al tuo obiettivo e metti un like a nome della tua, alle loro pagine. Interagisci e commenta i post altrui. Crea un network virtuoso di collaborazione, ti sarà utile per far sapere che esisti, aumentare il tuo pubblico ma anche per acquisire contatti utili.


Ottimizza il tuo sito web


Un sito online che funziona non è una brochure online. Quindi preoccupati dei contenuti invece che della grafica, cura quello che racconti, dove e come, e non ti preoccupare del colore dello sfondo di pagina.

Un sito deve essere semplice da navigare, le informazioni devono essere chiare e deve essere semplice e intuitivo capire come fare una donazione per la tua causa. Non vai online anche per quello?

Abbi cura che il tuo sito web sia responsive ovvero navigabile correttamente sia da un PC che da un tablet o da uno smartphone. Prova a ridimensionare la finestra del tuo browser, se gli elementi del sito non si riposizionano per essere sempre leggibili, allora no, il tuo sito non è responsive. Un donatore potenziale deve poterloutilizzare da qualsiasi supporto e con qualsiasi tipo di connessione: crea un sito "leggero" che si carichi in fretta, con immagini che siano utili al messaggio che vuoi passare e che non siano solo didascaliche.

Se è vero che le persone non donano perché non si fidano, perché non conoscono le associazioni e non hanno tempo/voglia di informarsi, addirittura dubitano della professionalità di chi lavora nel terzo settore, sui tuoi canali...
  • Parla chiaro e semplice: a che bisogno rispondi? Che cosa hai ottenuto con la tua non profit?
  • Dimostrati professionale ma non prolisso, il burocratichese lascialo agli azzeccagarbugli;
  • Sii trasparente e mostra come lavori, fai vedere chi sei e cosa fai con il denaro che ti viene donato. Parlare di numeri non è un tabù!
*Aggiornamento *

Quando ho pubblicato il post sul mio profilo di Facebook, si è scatenato un bello scambio di opinioni, puoi leggere e approfondire qui.

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