14 settembre 2016

Per fare un freelance ci vuole un intero villaggio


Lo scorso fine settimana (9/11 settembre 2016) sono stata al Freelancecamp a Marina Romea (RA). Non ho bevuto solo mojito e mangiato pesce fino a scoppiare (come potresti pensare dalle prove fotografiche sul mio account su Instagram). Ho invece avuto la conferma che fare il freelance significa essere generosi. Anche con i vaffanculo.

8 settembre 2016

La programmazione non funziona



Fare programmi e schemi, scrivere to do list, riempire il calendario editoriale di contenuti e fare una strategia di comunicazione sono attività (molto) utili al tuo business, se solo cominci a metterle in pratica. Io non lo faccio. E qui ti racconto perché proprio io sono il mio peggior cliente.
                 

28 giugno 2016

Cose che NON vale la pena fare
(se vuoi migliorare il tuo biz)

Se anche tu sei un onnivora di informazioni, nuovi social, app e widget, se cavalchi l'onda emotiva di ogni nuovo tema di WordPress e vorresti rifare il tuo sito a mesi alterni, se hai paura di sembrare preistorica senza un profilo su Snapchat, chiediti cosa ti serve davvero per migliorare il tuo biz (e lascia perdere tutto il resto).

6 aprile 2016

Nessun prodotto è un'isola: perché è importante raccontare il tuo prodotto online

Immaginare un prodotto o un servizio, disegnarlo su un foglio, fare un elenco di quello che ti serve per realizzarlo, cercare i fornitori migliori e il materiale più adatto, valutare quanto tempo ci metterai per produrlo e il suo prezzo non è più sufficiente per garantirti di venderlo. Sì, anche se hai bene in mente il tuo cliente ideale ovvero la persona per cui lo hai pensato e realizzato.

23 marzo 2016

I consigli della signora Valeria per creare il prodotto perfetto

Michele Ferrero (sì, quello del cioccolato) un giorno raccontò a Mario Calabresi de "La Stampa" che il vero e unico riferimento della sua azienda era la signora Valeria.

16 marzo 2016

Social media customer care.
Cosa possono insegnarti i clienti che ti contattano attraverso i social

L'80% delle richieste che i clienti inviano attraverso i social vengono ignorate o ottengono risposta non prima di 12 ore. (Fonte: The Sprout Social Index: Q4 2015). Questo significa che se commenti un post del tuo brand preferito, chiedi una info magari tramite un messaggio privato o scrivi un post sulla sua pagina, la tua richiesta verrà bellamente (!) snobbata.

29 febbraio 2016

La miglior pubblicità per il tuo marchio?
La cura del cliente

Sempre in affanno per trovare nuovi clienti, spesso ci dimentichiamo di un bene prezioso per ogni impresa, progetto, piccolo business e marchio: i clienti, quelli che hanno concluso almeno un acquisto nel nostro e-commerce o hanno comprato un nostro servizio e ne sono rimasti soddisfatti. La customer care, la cura del cliente, riguarda tanto chi vende un prodotto magari artigianale quanto chi come me, vende servizi. Sono proprio le persone in sintonia con il nostro marchio e la nostra mission o, per dirla all'italiana, l'insieme dei valori che ci rappresentano, a essere la migliore pubblicità per la nostra impresa.

18 gennaio 2016

Progettare il cambiamento

A ogni anno che cambia io sono tra quelli che non fanno liste di buoni propositi. Eppure a me piace molto "fare liste", le mie preferite sono quelle che contengono massimo 5 attività che posso spuntare nell'arco di una giornata oppure quelle dove da qualche parte c'è scritto: "comprare la cioccolata". Perché io ADORO la cioccolata. Le liste infinite di "buone intenzioni" invece hanno la capacità di aumentare la mia frustrazione perché mi ricordano quanto e in cosa mi sento inadeguata ma senza alcun atto di azione o ribellione positiva. Per cui ho smesso semplicemente di farle.

16 ottobre 2015

La metafora del provaci

Se mi segui su Facebook, sul mio profilo personale o sulla pagina ufficiale di Filoagogo, sai che qualche mese fa ho comprato il mio primo ukulele. Sì, un ukulele e pure rosa. (Eccoci QUI sul mio profilo di Instagram - CHEESE!).
No, non lo so suonare. Ma sono riuscita a accordarlo. Con l'aiuto di mio marito, se devo essere proprio sincera... Magari non diventerò mai brava come lei e non avrò mai un canale YouTube dedicato al mio ukulele ma mi sono messa in testa di imparare a suonare almeno questa canzone e beh, ci voglio riuscire! Imparare a suonare l'ukulele era una cosa che avevo in mente di fare da tempo. 


30 giugno 2015

Lavora con me. Perchè è importante scegliere i collaboratori giusti

Stamattina la signorina che si occupa del banco Salumi&Formaggi del supermercato di fronte a casa mi ha candidamene confessato di non mangiare nessun tipo di formaggio e di odiare i salumi.
Le avevo chiesto quale tra 2 tipi di gorgonzola fosse il più dolce e lei non solo mi ha detto che non ne aveva idea ma che i formaggi proprio non le sono mai piaciuti.

Dopo aver rimuginato tra me e me (e alla fine non aver comprato una fetta né dell'uno né dell'altro tipo) su quanto fosse assurda e bizzarra questa situazione ho anche pensato che...

6 maggio 2015

Artigiano tradizionale VS Artigiano digitale.
Come i social media hanno cambiato il modo di lavorare e vendere

Quando l’artigiano tradizionale - che oggi fa figo chiamare Maker ovvero colui che crea (qualcosa) - sia diventato digitale è impossibile dirlo con certezza.

La metamorfosi è avvenuta in maniera graduale complice probabilmente la sempre maggiore facilità di accesso al web e alla tecnologia, il prezzo concorrenziale dei diversi device ovvero i mezzi che utilizziamo per navigare online (tablet, pc, telefono cellulare) e dei costi delle connessioni o anche l’utilizzo sempre più capillare dello smartphone che ci rende perennemente connessi.

19 marzo 2015

Ode ai lavori manuali

Stasera ho scritto un post su Facebook ispirato da una collana all'uncinetto che ho iniziato (e che non so se finirò mai) - la puoi vedere qui su Instagram.
In realtà non sapevo di voler fare una collana quando ho iniziato.
Ho preso il gomitolo del colore che stasera mi ispirava di più e ho cominciato a fare una catenella.
E la collana è saltata fuori così, quasi per caso.

Avevo bisogno di prendere fiato, fermarmi non solo fisicamente, avevo bisogno di quella stanza in più che in casa non ho, di uno spazio mio, una porta da chiudere a chiave dietro la schiena e ho trovato l'uncinetto.

16 marzo 2015

Vero e falso. Come cambiano le pagine di Facebook dopo il 12 marzo

La proprietaria di una deliziosa pagina Facebook dal nome buffo tipo "Filoagogo" (così per dire...) si sveglia la mattina e dopo essersi stiracchiata nel letto sbirciando da smartphone la sua bella paginetta si accorge che c'è stato un calo percentuale dei "mi piace" sulla pagina.

"Ohibò, ieri sera eravate 811 oggi siete 801!"

L'ultimo post pubblicato potrebbe davvero non essere piaciuto tanto da generare una fuga di massa dalla pagina oppure semplicemente sono cambiate le regole del gioco?

10 febbraio 2015

Di paure, limiti, consapevolezza e vino bianco

La vita è davvero ciò che ti capita mentre sei impegnato a fare altro ovvero cosa ho scoperto di me bevendo un bicchiere di vino bianco e leggendo 2 post bellissimi che parlano di paura e ricerca della perfezione.

21 novembre 2014

2 dritte per sopravvivere al lunedì

Ho fatto pace con il lunedì.
Sì, hai letto bene, mi sono riappacificata con il giorno più antipatico della settimana, quello che si può amare solo se coincide con il primo giorno di ferie o con una festività a caso durante l'anno.
Mi sono arrovellata per settimane su come svegliarmi con il sorriso o almeno non con una smorfia di odio sulla faccia all'inesorabile suono della sveglia e proprio lunedì mattina lavando i denti (le mie idee migliori arrivano con spazzolino e dentifricio... vai a capire...) mi sono venute in mente 2 dritte per sopravvivere al lunedì.


1. 
ORGANIZZATI!

"Eh sì, brava lei che la fa semplice"

Ma davvero, pensaci, tra trovare il tavolo della colazione bello pronto insieme a aver già deciso cosa indossare il lunedì e dover scaldare una tazza di latte nel microonde mentre tenti di infilarti il primo pantalone della pila trovato nell'armadio (sperando che non siano quel paio di skinny di paillettes comprati in un momento di target="_blank" mentale) tu cosa preferiresti? Appunto.

E allora domenica sera ritaglia 10 minuti ( sì, bastano!) e:

  • Prepara per benino la tavola per la colazione del lunedì mattina (pensa che c'è chi come Domitilla Ferrari della colazione ha fatto un caso social #colazioneacasapesce).
  • Vesti una gruccia dell'armadio con tutto quello che indosserai il giorno dopo (gonna/pantalone, camicia, cardigan, calze, collana e orecchini/bracciali).
  • Svuota la borsa butta via quello che hai accumulato la settimana precedente (scontrini?) e riempine una nuova, mettendo con calma tutto il necessario per il lunedì.

TEMPO GUADAGNATO: (sì, significa che il lunedì puoi dormire 20 minuti in più)
COEFFICIENTE DI SORRISO: 70/100

Una foto pubblicata da Domitilla Ferrari (@domitillaferrari) in data:

2. 
LUNEDI' CINEMA!

Se ti svegli con il piede storto ma sai che la sera, dopo una giornata di lavoro o passata a prenderti cura di casa, famiglia e figli ti ritaglierai 2 ore tranquille per fare qualcosa che ti piace, il risveglio non sarà più dolce? Solo l'idea di una serata tranquilla, seduta in una comoda poltrona con la testa piena solo delle immagini del film, i polpastrelli unti e sulla ginocchia un catino di pop-corn mi fa venire il sorriso sulle labbra. A te no?!?


Perchè il cinema?

  • Perchè puoi stare seduta comoda senza nessun "Mi prendi/porti/passi...?", nessuna telefonata della suocera a cui dover rispondere, nessuna cosa da fare (!).
  • Per il silenzio. La conversazione non è obbligatoria quindi svuota la mente e rilassati.
  • Perchè è la migliore alternativa alle serate a litigarsi divano e telecomando.

Ti ho convinta?
Beh allora se stai già guardando la programmazione del cinema più vicino a casa, io ti consiglio "Begin again/Tutto può cambiare". Oltre al fatto che solo il titolo è di buon auspicio (!) è un film delicato e per nulla scontato con una colonna sonora da urlo che potrà farti da sottofondo per tutta la settimana regalandoti un sorriso assicurato. E dimmi che è poco!

+ COEFFICIENTE DI SORRISO: 80/100

*
BONUS

Ho bisogno delle tue dritte e dei tuoi pensieri positivi... come ce la svanghiamo il lunedì mattina? Dimmi la tua nei commenti e io aggiungerò la tua idea con il tuo nome e il link al tuo blog/sito (se ti va) in questo post pieno di positività :-)
Ci stai?

15 ottobre 2014

Instagram - 3 profili di fotografi da seguire

Sono una Instagram-fan dell'ultima ora. Sarà che quando di un social si chiacchiera troppo io sono sempre molto prevenuta (ehm...). E sarà anche per questo che me lo immaginavo come il paradiso del selfie selvaggio, delle foto posate e delle immagini inconsistenti.
Mi sono ricreduta.
Non che non sia pieno di innamorati della propria faccia e di selfie dipendenti (su questo avevo ragione!) ma non è fortunatamente solo quello. Instagram è un biglietto aereo per viaggiare intorno al mondo e pure low cost! Al costo della fatica di un click posso davvero esplorare altre realtà, vite, passioni, storie. No, non è un altro modo di guardare le vite degli altri dal buco della serratura, almeno per me non è così.  Posso seguire gli amici e scoprire passioni che non immaginavo, i brand che mi piacciono e scoprire se hanno qualcosa da dirmi ma soprattutto cosa e come lo fanno, posso guardare letteralmente il mondo con altri occhi, gli occhi degli altri. E così ho deciso di inaugurare questa sorta di rubrica, che nelle intenzioni vuole essere periodica (incrociate le dita!), dedicata ai profili Instagram che vale la pena (secondo me) seguire.

3 profili di fotografi da seguire su Instagram

1. Steve McCurry, Philadelphia USA -  Vabbè, non avrebbe bisogno di presentazioni... anche lui come me è arrivato su Instagram in tempi recenti, è il fotografo dei ritratti dal mondo, dei colori che sembrano dipinti e delle suggestioni al profumo di spezie. Ogni sua immagine è pura emozione. Vuoi mettere aprire semplicemente Instagram e trovarti catapultato in una sua foto? (Wow!)

Caricamento
A man reading the Qur'an. Photo taken in Sana'a, Yemen. #reading #Qur'an #Yemen #photooftheday

2. Kirsten Alana, New York USA - è una viaggiatrice fotografa e una fotografa di viaggi (beata lei!). Ho scoperto prima il suo blog (Aviators and a Camera) e successivamente il suo profilo Instagram. Mi piace perchè scrive dei veri e propri diari di viaggio con dritte e riferimenti utili per ogni luogo che ha la fortuna di visitare. Se bisogna sognare il viaggio della vita... meglio farlo con indirizzo e numero civico! :-P

Caricamento
The Farm Table at @kringlecandle is, as the name suggests, a farm-to-table restaurant helmed by Chef Brent Menke. Occupying buildings that date to 1800 which were once part of a dairy farm, the buildings are now fully restored and were brought back to life with conservation and energy-efficiency as the number one priority. The complex boasts its own geothermal network and uses not one drop of fossil fuels, does not send out for laundry services, instead using its own on-site facility and and of course sources the ingredients for Chef Menke's fine creations from its own gardens or from nearby farms and producers. Keeping it local isn't just an idea, it's their daily reality. But how is the food? INCREDIBLE. And no wonder, I spoke with Chef for a few minutes and to hear him wax poetic about brussel sprouts is to understand how passionate the man is about creating a great experience for guests, local or not. #MAinstaFoliage

3. The human of New York, New York USA - New York (e non solo) raccontata attraverso le storie delle persone che la abitano e vivono ogni giorno. Ritratti di persone con una storia che si intreccia in maniera indissolubile a quella della città in cui abitano. Profumo di caffè caldo e brezel venduti agli angoli di strada. E una New York così non l'avete mai vista :-)

Caricamento
"I've had this calendar for three years. I use it for writing assignments and keeping my schedule, but also just to jot down my thoughts and do drawings." "What's.... (opens to random page) .... this page?" "That was about a year and a half ago. It's in two different colors, so I guess it's from two different days. But it's about the same boy." "'The person behind the name doesn't exist'... what does that mean?" "I wrote that one night when I was just sitting in front of my Gmail and Facebook, looking at the name of a boy I liked on the screen, seeing his profile, and somehow feeling like I was connected to him. The screen almost felt like I was connecting to a real person, but he wasn't even there. It was just a name on a screen." "'Silence is cruel'... what does that mean?" "It means I never got the courage to tell him about my feelings."

Ehi, su Instagram ci cono anche io! Vieni a dare un'occhiata al mio profilo...

10 aprile 2012

Rinnovare l'angolo studio, lavoro, craft

Ti capita mai di accorgerTi di avere bisogno di qualcosa per la casa, un cestino, per esempio, per i cavi e i cavetti che ricaricano gli ammennicoli tecnologici oppure semplicemente di avere voglia di qualcosa di nuovo (fodere per i cuscini del salotto, un ranner per il tavolo da pranzo, ..)?!?

Cose così, piccole, in effetti  ma sufficienti a regalare un aspetto diverso a questo o quell'angolo della casa. Io ciclicamente, sarà il cambio delle stagioni o il mio segno zodiacale (:-P) sento proprio il bisogno di qualche piccolo (grande!) cambiamento. 

Non potendo ridipingere le pareti ogni 3 mesi o cambiare continuamente la disposizione dei mobili (e soprattutto non avendo un budget da investire) di solito comincio a sfogliare qualche rivista cartacea e online (CasaFacile, Casaviva, Sweet Paul Mag, ...) in cerca di ispirazione, poi mi perdo su Pinterest e infine mi infilo in qualche sito americano con il solo risultato di avere in testa una gran confusione!

Ho imparato nel corso del tempo che uno spunto (preso da una rivista, da un blog o da un sito internet) può essermi utile ma che tirato fuori dal suo contesto solitamente non si adatta per nulla ai miei di bisogni. A te è mai successo?


Credits: TheEtsyBlog/IHeartMoustaches

Questo, per esempio, è un insieme che mi piace molto ma i singoli elementi messi nella mia casa farebbero l'effetto di una scarpa e una ciabatta e addio magia!

E allora da dove cominciare?

Ho scoperto da un po' le moodboard* (mood - che???) più semplicemente una raccolta di immagini in forma di collage che possono aiutare a immaginare, per esempio, un nuovo ambiente.

Credits: AppuntiDiCasa.blogspot.com

Esistono web tool appositi per crearle (es. OlioBoard) ma io mi diverto molto di più a ritagliare cataloghi, riviste e quant'altro e a fare veri e propri collage su carta (sì, come alle scuole medie!), partendo dalla foto dell'as is di una delle mie stanze di casa.

Nel tempo ho anche imparato a guardare ogni mobile e oggetto della mia casa in maniera non convenzionale perchè non è detto che un portabiscotti che non trova posto in cucina non possa essere perfetto in bagno per contenere smalti e trucchi o che i libri debbano stare per forza in una libreria o, ancora, che un cuscinone invece che su di un divano, non possa stare per terra, sul tappeto (soprattutto se ci piace stare sedute a terra a leggere, disegnare, ...).

Ecco allora qualche spunto trovato online per rinnovare on a budget e  in pieno spirito FiloAgoGo l'angolo studio/lavoro/craft... chi non ne ha/sogna uno?!?


Se il tuo, come il mio, assomiglia a un coloratissimo suk, si può intervenire così (ma le dritte valgono anche in generale per i resto della casa...):
  • Raccogli e organizza tutte le tue cose dividendole per tipologia e/o per uso. E' anche un'ottima occasione per togliere, mettere da parte o buttare tutto quello che non ti serve. La domanda a cui ogni oggetto deve rispondere è: "Da quanto tempo non lo uso?".
  • Sistema ciò che è rimasto in scatole e portariviste. Le cose che usi più di frequente andranno tenute nelle mensole più in basso (se hai delle mensole).
  • Non serve comprare scatole nuove se ne hai già... si possono ricoprire di carta o stoffa dello stesso tipo o colore o negli stessi toni oppure si possono utilizzare le scatole delle scarpe come base da decorare, perfette soprattutto se di dimensioni diverse, così ci sta proprio tutto!


(1) Credits: Marthastewart.com 

  • Cerca di armonizzare tutti gli elementi che ci sono oppure sostituisci e/o trasforma quelli che proprio stonano.
  • Sostituisci i pomelli di una cassettiera, sono bellissimi quelli di Anthropologie o di Zara Home.
  • Se hai delle mensole, puoi coprirle con la carta da parati (2).
  • Scegli un colore o un'idea dominante per la tua trasformazione. Okkio, se ti piace il rosa shocking ma il tuo angolo studio è inserito in un salotto super classico, beh, il rischio di passare da un suk a Las Vegas è sempre in agguato.
  • Guardati intorno... qual è il colore delle tue pareti? Nell'ambiente in cui è inserito il tuo angolo studio/lavoro (camera da letto, salotto, ingresso, ...?), ci sono elementi di colore ricorrenti (mobili, quadri, tappeti, oggetti, ...)? Hai da parte della stoffa e/o della carta da poter utilizzare? Se, dopo aver ricoperto scatole e portariviste, ti avanza della stoffa puoi fare dei cuscini per creare un trait d'union con il resto della stanza oppure puoi ricoprire delle lavagne di sughero o dei telai di legno per fare delle moodboard (3) da appendere alla parete.


(2) Credits: Ph.  Ellie Miller/Marthastewart.com


Il tavolo o la scrivania hanno bisogno di un tocco nuovo?
  1. Sostituisci il piano oppure cambia le gambe della scrivania.
  2. Ricopri il piano con la carta adesiva (quella plastificata per i cassetti, la trovi in vendita a metro nei centri brico o nei negozi di casalinghi).
  3. Usa il tessuto plastificato per tovaglie da fermare con puntine sotto al piano del tavolo o da fissare con la colla. 
  4. Fascia il tavolo con del tessuto e fissalo con le puntine sotto al piano, così puoi cambiarlo, lavarlo, ...
  5. Recupera o compra un piano di vetro da fissare a quello esistente, il vetro è una soluzione un po'costosa, soprattutto se il tuo tavolo non ha dimensione standard, però... può essere un'idea! Tra il vecchio piano e la lastra di vetro, puoi inserire cartoline, foto, carta colorata, ... che puoi cambiare quando vuoi!
Fai un giro per casa... 

E la sedia?

(3) Credits: Marthastewart.com 

Se poi hai abbastanza spazio in soggiorno (o un bell'angolo tranquillo in giardino, perchè no?!?) potresti sempre... Ebbene sì, fare il tuo angolo studio, lavoro, craft in un minivan!

Credits: TheMetricSystem VIA Poppytalk
Credits: TheMetricSystem VIA Poppytalk 

Queste idee non ti bastano? Sulla pagina di Facebook di Casafacile ho trovato altri spunti interessanti.
Guarda come con alcuni facili faidatè (DIY) puoi sistemare la tua zona studio/lavoro/craft :-)
------------------------------------------------------------------------------
*Moodboard, la definizione su Wikipedia

26 settembre 2011

Milano Fashion week aka Bellifuori per Privalia: 3° giorno

Venerdì 23 settembre, ore 22:45

Ultimo giorno, ahimè, del progetto "Belli Fuori" per Privalia/Milan Fashion Week

E' il momento di consumare quel che resta delle suole delle scarpe, di fare foto ago-go (!) e purtroppo anche dei saluti...

Voglio iniziare dalla fine di questa giornata, ovvero la cena in compagnia delle colleghe blogger da U Barba (ristorante tipico genovese) in un'atmosfera super informale e allegra come solo può essere quella in cui la maggior parte dei commensali sono... donne!

Alcuni guest e l'immancabile super Arianna di Privalia ci fanno compagnia mentre assaggiamo farinata, ripieni di verdura, acciughe fritte, trofie al pesto e gli immancabili pansoti.

te abbiamo un poFinalmen'di tempo per fare 4 chiacchiere, mangiare (3 pranzi saltati in 3 giorni! Le fashion blogger non mangiano!!!) e raccontarci impressioni e sensazioni di queste giornate non - stop durante le quali abbiamo corso tantissimo su e giù per la città, rincorrendo sfilate, facce ed eventi per fotografare la nostra personale Fashion Week.  

E' venuto anche il momento di consegnare i nostri lomo - rullini per l'iniziativa che chiuderà questa esperienza (top secret per ora)... :-P

Ma non è ancora tempo di bilanci. Non adesso, almeno. (Ci sarà tutto il tempo nei prossimi giorni...)

Milan Fashion week 2011: a story
Claudia Urso - Blumarine
Forse finalmente ho capito The Sartorialist e quanto può creare dipendenza aggirarsi per le vie di Milano con ben due macchine fotografiche... in 3 giorni sono passata dalla timidezza spinta alla sfacciataggine pura, fermando e ricorrendo chiunque per uno scatto (!).

L'energia giusta e la buona dose di faccia tosta oggi sono al top grazie anche alla presenza di una co - fotografa speciale, la mia amica Elisa (autrice, tra gli altri, anche dello scatto che riprende la schiena di Claudia, hostess dell'iniziativa collaterale Food is Fashion) che ha accettato di accompagnarmi in questo matta ultima giornata.

"Tata, che fai oggi?"
"Bla, bla, bla, bla, ..."
"Bene! Ci vediamo in Porta Venezia: scarpe comode!"
"????"
Click.

Elisa è stata bravissima superando molto velocemente l'incertezza dell' "Oddio ma qui sono tutti pazzi!",  e facendosi super elettrizzare dall'atmosfera vagamente circense che si respira fuori dalle sfilate ma anche lungo le vie del Quadrilatero della Moda, in modo particolare in questi giorni.

Le nostre mete sono state: Corso Venezia, Via Della Spiga, Via Montenapoleone, San Babila e Corso Vittorio Emanuele per fare un po' di fashion watching approfittando della sfilata Blumarine e dei preparativi per quella di Versace.

Per chi non si è mai gettato nel turbine della MFW, beh, bisogna pensare che si crea davvero una città nella città. Famosi, pseudo - famosi, fotografi, fashion blogger, fashion blogger fotografe (!), fashioniste, redattori e redattrici, direttori e direttrici, buyer, eccentrici e matti (ma matti da legare!) popolano questa Milano altra, quasi due parallele linee del tempo si sovrapponessero perfettamente per 7 giorni.

Milan Fashion week 2011: a story
Corso Venezia - Blumarine 
Non è quindi fantascienza avere la netta sensazione di vivere in una sorta di distorsione temporale in cui per esempio una sorprendentemente luminosa Valeria Mazza (bella da togliere il fiato!) sbuca fuori da un portone nella congestionata Corso Venezia e tra clacson impazziti e macchine in tripla fila, urla, insulti, flash e il delirio più totale, sembra fermare letteralmente il tempo e il rumore intorno, dandomi la netta sensazione di sgambettare in realtà da un'altra parte, in un altro luogo e non sull'asfalto rovente di fumo e beep! di questa lunga via.

Incredibile!

Appena sale su un macchinone nero - fotocopia dei 1000 visti in questi giorni - che sgomma via, il delirio riprende forsennato, il volume delle urla si fa sempre più alto e insistente, le due linee temporali si sono sovrapposte di nuovo.

Milan Fashion week 2011: a story
Corso Venezia
Ed è allora anche io ed Elisa riprendiamo il nostro itinerario e ci gettiamo nella più discreta e caratteristica Via della Spiga dove l'accento russo è meno opprimente di quello che riempie le orecchie in Via Montenapoleone.

Non mi accorgo nemmeno di aver incrociato Bobo Vieri, tanto ho gli occhi pieni dei colori sgargianti dell'abito di un tipo con la faccia color mocassino.

C'è un via vai incredibile che diventa confusione quando si incrocia via del Gesù che non è pedonale, come la bella via che stiamo percorrendo.

La macchina fotografica cattura sguardi e pose, senza sosta, soprattutto quando sbuchiamo in Via Montenapoleone e ci dirigiamo verso il Duomo.

Milan Fashion week 2011: a story
San Babila
Milan Fashion week 2011: a story
Corso Vittorio Emanuele
Milan Fashion week 2011: a story
Corso Vittorio Emanuele
"Signorina, posso farle una foto?"
E la caccia continua...
--------------------------------------------------------------------------------
Sto seguendo la settimana della moda milanese per il progetto Belli Fuori di Privalia + GAS + Lomography.
Volete sapere come è cominciata questa avventura???
Seguitemi anche sul blog di Privalia!
Tutte le mie foto su Facebook/FiloAgoGo
--------------------------------------------------------------------------------
"Belli fuori": giorno 1  |  giorno 2

20 aprile 2011

L'internet delle cose

L'internet delle cose... collective sensing... traccia digitale.
Ho trovato davvero molto interessante l'intervento di Euro Beinat (Professore di Scienza dei dati/Geoinformatics presso l'università di Salisburgo, Austria) all' 8a Giornata della Comunicazione sul futuro della rete. Futuro piuttosto prossimo visto quanto stanno diventando sempre più comuni i device per mantenerci connessi sempre e ovunque.
Cosa ci aspetta?


"Da quando siete partiti questa mattina quante tracce digitali avete lasciato da qualche parte... telecamere, internet, (prelievi bancomat), carte di credito, (check-in su Foursquare)..."*


Se il web 2.0, in parte ancora da esplorare - come dice il Prof. Beinat - ha spalancato le porte alla condivisione di contenuti contemporaneamente si sta assistendo a una trasformazione sostanziale delle abitudini: non sono più solo le persone ad essere connesse alla rete ma lo sono anche le cose (palazzi, autobus, treni, aerei, ...) che vanno così ad aumentare enormemente lo scambio di informazioni che ogni giorno transitano sul web.

"Non solo le persone ma anche le cose vengono connesse"*


Ci aspetta un futuro di super connessione?
Tutti connessi, sempre, ovunque, a tutti e con tutti?!? Le premesse sono proprio queste.
Semplificazione della vita? Certo è che si può seriamente pensare che tante connessioni di individui diversi in rete nello stesso momento del giorno e che gravitano sullo stesso luogo, possano in un certo senso fare "massa critica".

Con il web 2.0 ognuno di noi ha cominciato a creare una traccia digitale personale, virtuale, un solco vero e proprio che racconta di noi molto di più di quello che effettivamente condividiamo in rete. 

I contenuti che inseriamo sul web, i link che condividiamo, le foto uploadate su Flickr, dove usiamo i nostri smartphone, dove ci connettiamo, da dove telefoniamo, il check-in/check out nei luoghi che frequentiamo, la geolocalizazione, etc. raccontano molto di noi, delle nostre abitudini, della nostra vita, spesso perfino troppo.

"Un problema di privacy?"*


Non proprio e non solo.

"Stiamo vendendo l'anima al diavolo (leggi Facebook/Pinterest, leggi multinazionali, leggi quello che vuoi)?!?"*


Non proprio e soprattutto non solo.
Secondo Beinat, attraverso tutte le informazioni che ci si scambiano in rete, è possibile ricostruire il comportamento collettivocollective sensing - ovvero tradurre tutte le tracce individuali anonime e spesso non esplicite in informazioni, per ricostruire le abitudini di una comunità, fino a arrivare a stabilire il comportamento complessivo di aziende e intere città.
Senza paranoiarci pensando subito al "Grande Fratello", ammetto che alcuni degli scenari che si possono immaginare sono davvero interessanti: in primo luogo la possibilità di ottimizzare le risorse non solo energetiche, penso ai trasporti per esempio o la possibilità di migliorare l'efficienza dei servizi pubblici, evitando o almeno riducendo drasticamente gli sprechi.
Ci si comincerebbe a basare su dati oggettivi, sulla consuetudine individuale che diventa collettiva, nel momento in cui persone e cose sono connesse.

* Citazioni di Euro Beinat